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Sono arrivate le api!

Api che escono dall'arniaÈ oramai risaputo quanto le api siano importanti per l’intero mondo. Importanti veicoli impollinatori e instancabili lavoratrici, girano di pianta in pianta per raccogliere il necessario per i loro prodotti. Per questo motivo ci ha sempre affascinato l’apicoltura, senza però che ci lanciassimo mai seriamente.
L’occasione si presentò l’estate scorsa, quando arrivò una famiglia di api che si stabilì in una vecchia canna fumaria. Contro ogni previsione riuscimmo a farle uscire e a metterle in un’arnia. Ci innamorammo di quelle bestioline e del loro mondo. Purtroppo a Novembre scoprimmo che l’intera famiglia era morta di Nosema Ceranae, detta anche “Sindrome da spopolamento”, una terribile malattia, senza sintomi e senza rimedi, che sta attanagliando e decimando le api domestiche nel mondo. Oramai l’amore c’era, l’attrezzatura pure. Decidemmo quindi di riprendere la faccenda.
Dopo un corso e un paio di ricerche, venerdì scorso la mia ragazza è partita per Mulazzo per andare a ritirare le tre famiglie prenotate. Sono arrivate in cassettine di polistirolo che abbiamo già posizionato e in seguito le abbiamo spostate nelle loro arnie definitive. A breve sarà necessario posizionare i melari e saremo entrati in produzione.
Un mondo nuovo ci attende, dando una piccola grande mano al pianeta.

 

Buona Pasqua da Vivendo Ecologico

Uova verdi per una Buona PasquaFesta, festa, festa, festa!! Noi due di Vivendo Ecologico vi auguriamo una Buona Pasqua all’insegna del verde e dell’ambiente! Ai prossimi aggiornamenti!

Le fave: concime naturale per il nostro orto

Un campo di faveDa sempre io e la mia ragazza contrari all’utilizzo di prodotti chimici, soprattutto in agricoltura. E cerchiamo rimedi e tecniche che non ne facciano utilizzo. Cercando e ricercando (e imparando dall’esperienza di mio padre agricoltore biologico) abbiamo scoperto l’incredibile potere azotofissatore dei legumi e delle fave in particolare.
Queste piante miracolose prendono l’azoto del terreno che non è assimilabile dagli ortaggi e dagli alberi trasformandolo in azoto utile per l’orto. Ne risulta quindi ricca l’intera pianta che, oltre ad arricchire il terreno tramite le radici, può essere utilizzata come fertilizzante per altre colture.
Per questo motivo che abbiamo seminato vari campi di piselli e fave. I campi saranno già concimati per le colture successive, mentre faremo il compost delle piante stesse da riutilizzare in altri campi. Ma il nostro “delirio” (che tanto delirio non è) non finisce qui! Ispirandoci alla Permacultura abbiamo lanciato semi di pisello e fave anche ai piedi delle piante da frutto, alle vigne e nelle aiuole del giardino. In questo modo puntiamo ad arricchire tutti i terreni soprattutto dove ce n’è bisogno. Quanto al prodotto vedremo cosa farne, tutto dipende da quanto ne arriverà.
La vita ecologica è fatta anche di idee del momento e sperimentazione. Speriamo questa non finisca in un fallimento.

 

Come sopravvivere al gelo – la situazione

Sono passate due settimane dalla nevicata e dall’inizio di questo gelo. È anche l’ora di tirare due somme e vedere come va finora.
Fuori continua ad esserci neve, quella poca che si scioglie diventa ghiaccio entro le 23. In casa il sistema di riscaldamento che avevamo pensato funziona, anche se scarseggiamo di legname per colpa di uno stop forzato (mi sono preso un raffreddore pauroso e non sono potuto andare nei boschi per due o tre giorni). Riusciamo ad avere una temperatura accettabile con i riscaldamenti tenuti bassissimi e il camino acceso.
Le colture hanno patito il freddo e la neve, ma buon a parte si sono salvate per ora. Sono partite le più deboli, come l’insalata e le bietole, ma il resto sembra sopravvissuto. Anche le piante sembrano aver gestito bene il freddo, anche grazie alle coperture in tessuto-nontessuto e in nylon.
E adesso la nota dolente: l’isolamento dei tubi dell’acqua non ha funzionato. La paglia è stata sostituita con della gommapiuma per tubi, ma sabato sera ci siamo dimenticati di tenere il rubinetto aperto. Risultato: tubi belli ghiacciati. Abbiamo tentato di scongelare in ogni modo i tubi che sapevamo essere scoperti, solo per scoprire che il ghiaccio è parecchio più a monte. Non sapendo dove passano i tubi abbiamo fatto scattare il piano di emergenza. Riusciamo a fare tutto con la riserva d’acqua, e dovremmo resistere senza grossi problemi per i prossimi 2 o 3 giorni. Fortunatamente gli zii al piano di sotto hanno l’acqua e ci appoggiamo a loro per docce e rifornimenti eventuali. Il problema a questo punto è il riscaldamento. Rimasto senz’acqua per un tappo messo male, non possiamo rifornire la calderina. Abbiamo quindi ulteriormente ridotto i volumi trasferendoci a dormire sul divano-letto e scaldando solo col camino.
Tutto sommato l’esperienza sta andando bene. Il termometro è andato anche parecchio giù, ma riusciamo a vivere con un clima decente in casa. Le difficoltà ci sono state e ci saranno, non ultima l’acqua, ma ci siamo resi conto di aver trovato un sistema per sopperire a tutto, senza intaccare eccessivamente l’ambiente e senza troppe spese.
Suggerimenti, idee, critiche ed esperienze sono sempre benvenute. Lasciamo la parola a voi lettori, in attesa di altri aggiornamenti.

Come sopravvivere al gelo – parte 2: il riscaldamento

Abbiamo visto nel precedente articolo come stiamo tentando di prevenire i problemi idrici durante quest’ondata di gelo. Altro problema che ci siamo posti è il riscaldamento e la temperatura interna della casa.
Per prima cosa abbiamo ridotto il volume da riscaldare. La nostra casa è su due piani: al primo piano ci sono la cucina, la sala, il bagno e la camera della mamma della mia ragazza (quando viene da noi), al secondo due stanze da finire e la nostra camera. Trasferendoci nella camera di sotto e tenendo chiusa la porta delle scale possiamo escludere tre termosifoni, che vuol dire un grosso risparmio a conti fatti e rende più facile mantenere temperature accettabili.
Abbiamo poi fatto provvista di legna. La nostra principale fonte di calore è quindi il camino, coadiuvato dai termosifoni tenuti bassi.
Altro fattore molto importante è l’isolamento della casa. Purtroppo le guarnizioni degli infissi sono tutte da rifare. Ci siamo quindi armati di paraspifferi e coibentato meglio che potevamo la casa.
Con questi accorgimenti riusciamo a tenere una temperatura accettabile e più o meno costante, nonostante fuori si vada anche parecchio sotto zero.
Avete altre idee? Commentate gente, commentate!

Come sopravvivere al gelo – parte 1: l’acqua

Che i giorni della Merla siano freddi è ormai risaputo. Ma, data la lunga stagione estiva, pochi si aspettavano un gelo come quello che ci aspetta. Qualcuno già parla di 1985. E qui ci stiamo organizzando di conseguenza.
La nostra prima paura è la mancanza d’acqua. Se si ghiacciassero i tubi, o peggio esplodessero, potremmo rimanere a lungo senz’acqua potabile. Considerate le previsioni le probabilità non sono poi così poche. Si tratta quindi di prevenire il problema, con la solita filosofia di risparmio e sostenibilità.
La prima cosa che abbiamo attuato è la più efficace, anche se purtroppo non è così sostenibile. Tutte le sere prima di coricarci lasciamo un rubinetto con un filo d’acqua aperto: l’acqua in movimento ghiaccia meno facilmente. Dato che ci scoccia buttare via così tanta acqua, mettiamo sempre sotto il rubinetto una pentola, in modo da riutilizzare il liquido raccolto.
Altro accorgimento è stato creare una riserva d’acqua. Con alcune taniche e bottiglie abbiamo tenuto una trentina di litri d’acqua da parte per le emergenze. Abbiamo poi lavato i due tini vuoti con qui abbiamo fatto il vino e vi abbiamo immagazzinato 310 litri d’acqua. Con qualche accorgimento sul risparmio e sul riutilizzo dovremmo avere un’autonomia di qualche giorno.
Infine ci siamo preoccupati di quel metro di tubo esterno alla casa. Se le temperature andassero troppo in basso potrebbe diventare una bella fontana di ghiaccio, bella ma temibilissima. Per evitare un simile danno la soluzione è un buon isolamento termico. Mancando gommapiuma e gli storici giornali del buon Bartali abbiamo deciso di usare del fieno. Pressandolo bene e legandolo intorno al tubo dovrebbe isolare quel tanto da non permettere danni troppo grossi all’impianto.
Nei prossimi giorni vedremo quanto funziona questa strategia. Idee e consigli stra-accetti come al solito. Stay tuned.

L’energia del camino: energia pulita

Abitando in collina d’inverno le temperature possono scendere, e pure parecchio. Non è come in montagna, ma vi posso assicurare che vicino a casa ci sono zone che non vedono mai il Sole, dove la brina può durare dei giorni.
In queste condizioni l’uso esclusivo della calderina a metano, oltre a non essere ecosostenibile, non sarebbe nemmeno portafoglio-sostenibile. Per quelsto motivo utilizziamo quasi esclusivamente il camino. La legna è ad oggi il combustibile più economico, a parità di energia prodotta, anche considerando la vicinanza del bosco (50 metri). Inoltre, dato che la nostra non proviene da disboscamenti selvaggi, ma per lo più da alberi già secchi è anche quello a più basso impatto ambientale.
Non è di certo il massimo dell’efficenza. È un camino aperto e la casa non è il massimo dell’isolamento termico. Noi però non siamo molto esigenti, d’altronde l’inverno è freddo per definizione, anche se un sistema diverso ci farebbe consumare meno legna per avere più caldo e acqua calda. Stiamo da tempo considerando di passare ad un termocamino o ancora meglio ad una termostufa. Quest’ultima in particolare, collegandola all’impianto di riscaldamento preesistente, ci permetterebbe di riscaldare tutta la casa e l’acqua sanitaria, con un quantitativo decisamente inferiore di legna. Uno dei prossimi investimenti.
E voi come vi trovate con il vostro impianto di riscaldamento? Esperienze e suggerimenti cercansi!

Il problema dei trasporti: un problema serio

Vivere in un piccolo paese di campagna è qualcosa di meraviglioso. Rilassatezza, natura, silenzio. Purtroppo però tutte le medaglie hanno un rovescio. E un difetto di questa è la scomodità dei trasporti pubblici.
Per avere un basso impatto sul nostro pianeta uno dei primi passi è limitare l’uso dei mezzi privati al minimo indispensabile. Purtroppo però, pur vivendo a soli 7 km dalla città (La Spezia), la cosa non è così semplice. Gli autobus sono radi e spesso passa più di un’ora tra uno e l’altro, con casi anche di un paio d’ore di assenza di servizio.
Come risolvere? Concentriamo le cose da fare di entrambi in un solo viaggio, magari combinando commissioni e spesa. Quando possibile lasciamo la macchina in uno dei grossi parcheggi gratuiti e facciamo il resto in autobus o bike sharing, un servizio non proprio capillare, ma presente nella città.
Un grosso problema è arrivato quando ho trovato lavoro a Sarzana. Mi sarebbe piaciuto davvero tanto farmi un abbonamento del bus visto che con 46 € avrei viaggiato un intero mese su tutta la zona. Ma la disposizione dei turni non me lo permetteva: il primo viaggio arriva 45 minuti dopo l’inizio dei turni mattutini e l’ultimo parte un’ora prima della fine dei turni serali. La via ferroviaria è terribilmente scomoda per la distanza del posto di lavoro dalla stazione. Usare la macchina sarebbe comodo data la stagione, ma farebbe saltare buona parte del già magro stipendio, senza contare il pericolo code e la ricerca del parcheggio.
Non rimaneva che armarsi di coraggio (e coperture idonee) e usare per quanto possibile lo scooter. La piccola cilindrata (200cc) garantisce consumi e emissioni molto più basse di quelle dell’auto, rimanendo sempre compatibile con i turni e allo stesso tempo rimanendo comodo per il posto di lavoro. Purtroppo le temperature prossime allo zero sono un bello scoglio, ma non si può voler tutto dalla vita, no?
Vivere cercando di ridurre a zero il nostro impatto sul pianeta non è semplice c’è sempre qualcosa che possiamo fare. E si può ancora migliorare. Nel nostro piccolo, con i pochi fondi e i vincoli che abbiamo, meglio di così è dura, ma si potrebbe fare di più. Ad esempio stiamo notando il progressivo ribasso dei prezzi degli scooter elettrici, ormai arrivati anche a discrete potenze.
E voi? Consigli da dare? Esperienze?


Si parte, vivendo ecologico

Di questi tempi ci sono due frasi che sentiamo dire spesso: “crisi economica” e “impatto ambientale“. E tutti i giorni sentiamo stilare bollettini di guerra sulla situazione mondiale su tutti e due gli argomenti. L’economia mondiale è sull’orlo del precipizio da un lato, mentre l’uomo e il suo effetto sul pianeta è vicino più che mai al punto di non ritorno.
Da qui nasce la nostra idea/necessità, quella di una coppia di ragazzi, ad ora disoccupati, che hanno deciso di vivere in modo da avere spese sostenibili risparmiando dove possibile, cercando di ridurre sempre più gli effetti negativi sulla nostra Madre Terra. Non vogliamo che i nostri figli vivano in un mondo devastato dai nostri “doni venefici”, ma allo stesso tempo non ci piace vivere una vita all’insegna dello sperpero di denaro e risorse, nè in effetti ce lo possiamo permettere.
Questo blog non vuole essere una raccolta di suggerimenti e guide, basta una ricerca su internet per averne per i prossimi 3 anni. Ci piace di più scrivere un diario di vite vissute “vivendo ecologico“.